Audi TT: l’icona di design compie 25 anni

A metà degli anni Novanta, il lancio dell’ammiraglia Audi A8 ha ridefinito l’orizzonte tecnico del Brand e portato alla graduale ridenominazione dei modelli dei quattro anelli: Audi 80 è divenuta Audi A4, mentre Audi 100 è evoluta in Audi A6. Introdotta nel 1994, Audi A4 è stata il primo modello espressione del nuovo linguaggio stilistico Audi, seguita dalla compatta Audi A3, lanciata nel 1996, e dalla seconda generazione di Audi A6, introdotta nel 1997. Un contesto nel quale il designer americano Freeman Thomas, sotto la guida dell’allora responsabile dello stile Peter Schreyer, diede vita a una sportiva pura, rivoluzionaria quanto a pulizia delle linee: nasceva Audi TT Coupé concept. Il prototipo venne presentato al pubblico all’IAA di Francoforte a settembre 1995.

A dicembre 1995 venne ideata Audi TT Coupé. Torsten Wenzel, il designer degli esterni che ha accompagnato la concept dal primo sketch alla produzione di serie, ricorda: “La soddisfazione più grande fu quando la stampa specializzata notò come dal prototipo al modello definitivo lo stile fosse restato pressoché invariato anche se, naturalmente, dovemmo adattare molteplici dettagli alle specifiche tecniche della versione finale, incluse le proporzioni”. Il compromesso più evidente consistette nell’integrazione dei finestrini laterali posteriori, che contribuirono ad affilare il profilo della vettura. Per Wenzel, Audi TT si conferma “una scultura da guidare”, fortemente caratterizzata dalla carrozzeria apparentemente in pezzo unico e dal frontale privo delle convenzionali sporgenze dei paraurti.A rafforzare l’unicità della silhouette di Audi TT Coupé vi è il design dei cerchi, “la forma grafica perfetta” per Wenzel, espressione della circolarità derivata dallo stile Bauhaus e dalla filosofia universale del “less is more”. L’eliminazione di tutto quanto non strettamente necessario è così radicale che Audi TT, nella propria purezza, ha ottenuto il massimo riconoscimento a livello di design: divenire senza tempo. Raggiunto questo obiettivo, Audi TT si pone al di sopra di qualsiasi tendenza e moda.

Nel 1998 ebbe inizio la produzione in serie di Audi TT Coupé. Un anno dopo, Audi lanciò la variante Roadster. Analogamente alla concept e ad Audi A3, presentata nel 1996, Audi TT mk1 era basata sulla piattaforma a motore anteriore trasversale derivata da Volkswagen Golf IV. Sin dall’inizio, la vettura venne prodotta da Audi Hungaria Motor Kft. Le scocche, già verniciate, venivano trasportate di notte su rotaia da Ingolstadt al sito di Győr, dove avveniva l’assemblaggio finale.

Parallelamente ai 25 anni di Audi TT, anche Audi Ungheria, realtà integralmente controllata da AUDI AG, nel 2023 festeggia un anniversario, più precisamente i 30 anni dalla fondazione, avvenuta a febbraio 1993. Nata inizialmente come stabilimento dedicato alla sola produzione di motori, Audi Ungheria ha integrato l’assemblaggio di Audi TT nel 1998, in collaborazione con la fabbrica di Ingolstadt. Nel 2013, l’azienda si è trasformata in un vero e proprio stabilimento automobilistico. Dalla fondazione, Audi Ungheria ha realizzato oltre 43 milioni di motori e quasi due milioni di veicoli. La prima generazione di Audi TT costituisce una pietra miliare nell’innovazione dello stile in campo automotive. Un obiettivo perseguito sin nei minimi dettagli. Ad esempio nella realizzazione dei componenti in alluminio degli interni e nel design dei cerchi, del pomello del cambio sferico e dei terminali di scarico arrotondati. Per la prima volta, Audi dedicò il cambio a doppia frizione a un modello di serie: debuttava la trasmissione S tronic. La gamma motori prevedeva propulsori a 4 cilindri turbo con potenze da 150 a 225 CV, cui si affiancava un possente V6 da 250 CV. Fiore all’occhiello quanto a raffinatezza tecnica era il quadricilindrico appannaggio di Audi TT quattro Sport, portato a 240 CV, di cui furono consegnate 1.168 unità. I Clienti della prima generazione di Audi TT potevano spaziare tra molteplici equipaggiamenti speciali, dai colori esclusivi come il Papaya Orange o il Nogaro Blue ad accessori quali i rivestimenti in pelle dei sedili con finitura a “guanto da baseball”. Una soluzione, quest’ultima, dedicata ad Audi TT Roadster e originariamente ideata come studio di design.In otto anni vennero prodotte 178.765 Audi TT Coupé di prima generazione (Type 8N), mentre tra il 1999 e il 2006 vennero realizzate 90.733 Audi TT Roadster.

Nelle due generazioni successive, i progettisti si sono attenuti fedelmente al principio “tutto il necessario e solo il necessario”, come evidenziato dal design minimalista degli esterni e degli interni che non rinuncia a elementi caratteristici quali il tappo del serbatoio del carburante in alluminio, le bocchette di aerazione rotonde e il pomello del cambio sferico.La seconda generazione di Audi TT venne lanciata nel 2006 (Coupé) e nel 2007 (Roadster) ed era basata sulla piattaforma appannaggio della seconda generazione di Audi A3. Per la prima volta vennero introdotte in gamma le sospensioni Audi magnetic ride con ammortizzatori adattivi magnetoreologici, la cui taratura è legata alle impostazioni del controllo della dinamica di marcia Audi drive select. Il quattro cilindri sovralimentato erogava da 160 a 211 CV. Successivamente, Audi ampliò la gamma con la variante S da 272 CV, introdotta nel 2008, e un’autentica fuoriclasse: Audi TT RS da 340 CV che, nella versione TT RS plus, arrivava a 360 CV. Tecnologie pionieristiche come la costruzione con materiali leggeri Audi Space Frame (ASF), i motori TFSI e il celebre cinque cilindri della variante Audi Sport risultarono determinanti per il successo della vettura. La seconda generazione di Audi TT fu la prima vettura sportiva di serie al mondo dotata di un propulsore TDI.La terza generazione di Audi TT, lanciata nel 2014, si presenta in una veste ancora più sportiva, dinamica e innovativa. Una caratteristica distintiva, tuttavia, si tramanda invariata: il coperchio del serbatoio arrotondato con il logo TT. Parallelamente, il peso della vettura viene ridotto di 50 chilogrammi – Audi TT Coupé 2.0 TFSI ferma l’ago della bilancia a 1.230 kg – e vengono introdotte molteplici innovazioni tecniche quali la strumentazione integralmente digitale Audi virtual cockpit, che sostituisce sia gli strumenti analogici sia il monitor MMI, e, nel 2016 con Audi TT RS, i gruppi ottici posteriori con tecnologia OLED. Quante alle varianti più performanti, ad Audi TTS con motore 2.0 TFSI da 310 CV si è affiancata nel 2016 Audi TT RS, dotata dell’iconico 5 cilindri turbo benzina da 400 CV e 480 Nm di coppia, insignito per nove anni consecutivi del premio “International Engine of the Year”. Con Audi TT RS Coupé iconic edition, realizzata a tiratura limitata in 100 esemplari per l’Europa, la Casa dei quattro anelli celebra la storia di successo di Audi TT Coupé.

Audi City Lab 2021: dove il futuro prende forma

Audi aprirà le porte di Audi City Lab, il laboratorio di idee che animerà la città di Milano per tutto il mese di settembre. Dal 5 al 27 settembre l’hub targato Audi, con sede nella location Spiga 26, ospiterà attività, progetti e storie di progresso che anticipano le tendenze del futuro.

L’installazione, che prende il nome di Enlightening the Future, utilizza la luce come forma di energia visibile ma anche come fonte di comunicazione e connessione. L’ispirazione nasce proprio dalle varie forme espressive e progettuali con cui Audi sviluppa il tema dell’illuminazione e lo traduce nelle sue vetture. Attraverso differenti scenari luminosi, il visitatore è guidato in un percorso esperienziale che inizia con un tunnel ‘sensoriale’ e prosegue con lo spazio dedicato ad Audi A6 e-tron concept e Audi RS e-tron GT, dove la luce ‘esplode’ e assume la funzione architettonica di un muro immateriale. Il percorso si conclude con una lounge dall’atmosfera più morbida e ovattata. Dalla facciata agli interni, dai rivestimenti agli arredi, lo spazio grezzo viene temporaneamente trasformato dall’intervento di Marcel Wanders studio, per raccontare in modo emozionale le nuove frontiere della ricerca Audi.

Partendo da via della Spiga, quindi, il progetto si sviluppa già dalla facciata dell’edificio, con la realizzazione di pannelli e colonne che, ripetendosi per tutta la lunghezza dell’immobile, danno un’idea di infinito. Lame di luce catturano l’attenzione del visitatore, invitandolo ad entrare nello spazio interno. Superato l’ingresso, l’ospite si trova avvolto da un’atmosfera irreale, quasi sospesa, grazie all’utilizzo di tessuti che si intrecciano e giocano con le luci che caratterizzano il tunnel di collegamento con il resto dell’hub. Interagendo con gli interni e le luci, il visitatore diventa esso stesso parte dell’esperienza visiva e sensoriale, ed è condotto in modo naturale all’area espositiva dedicata alle vetture.

Qui giochi di luce e di specchi avvolgono i due più recenti esempi di mobilità elettrica e consapevole secondo il Marchio dei quattro anelli, lo studio di design Audi A6 e-tron concept, qui in anteprima italiana, e Audi RS e-tron GT, incarnazione di sportività, eleganza e sostenibilità. Le vetture diventano oggetti d’arte, protetti da una cortina di luce come una moderna teca, e prendono vita grazie a un’illuminazione dinamica e suggestiva, quasi a creare una nuova dimensione dello spazio.

Il percorso prosegue poi all’interno della lounge, firmata da Poliform e da Moooi, azienda olandese specializzata in lighting e arredi fondata nel 2001 da Marcel Wanders. Qui gli arredi riprendono il percorso tematico della location e creano un ambiente in cui luci ed oggetti tecnologici giocano con complementi caldi ed accoglienti, facendo di Audi City Lab uno spazio di relax per i visitatori. La presenza di Enlightening the future si completa con un rimando presso l’Università degli studi di Milano all’interno della mostra-evento INTERNI Creative Connections, che richiama il pubblico all’Audi City Lab.

Sin dagli albori del Marchio, Audi è pioniere dell’illuminazione. La digitalizzazione dei gruppi ottici e l’introduzione di tecnologie avanguardistiche quali la gestione adattiva Matrix degli abbaglianti, il laser, i LED Digital Matrix e gli OLED consentono di esplorare nuovi orizzonti a vantaggio della sicurezza, del design e della comunicazione. LED e OLED non fungono più da semplici fonti d’illuminazione, bensì schiudono possibilità di personalizzazione sinora sconosciute garantendo una nuova esperienza di guida e di relazione con l’esterno. L’evoluzione della tecnologia d’illuminazione comporta sensibili miglioramenti in termini tanto di sicurezza quanto di efficienza energetica. La digitalizzazione fornisce ulteriore impulso all’innovazione, garantendo livelli di personalizzazione sinora sconosciuti. La luce diventa “intelligente”: con l’ausilio dei segnali luminosi, l’auto, infatti, interagisce con l’ambiente circostante.

Audi, però, non solo rischiara intelligentemente la strada, ma caratterizza profondamente i propri modelli grazie a firme luminose distintive e scenografie dinamiche per le funzioni Coming home e Leaving home, per lo sbloccaggio delle portiere e per l’uscita dall’auto. In futuro, le tecnologie d’illuminazione renderanno ancora più sicuro viaggiare, garantendo inedite possibilità di comunicazione con l’esterno. Un’esperienza unica, resa ancora più affascinante dai nuovi proiettori LED Digital Matrix, in grado di visualizzare cinque diversi scenari di saluto lungo una parete o al suolo, trasformando lo spazio antistante l’auto in un palcoscenico luminoso.

Per Audi, l’illuminazione spazia dalla tecnologia al design, dalla sicurezza al piacere sensoriale. In futuro, le luci diventeranno veri e propri elementi di relazione, evolvendo dalla funzione unidimensionale di segnalazione e avvertimento a versatile mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Una ricerca continua portata avanti da Audi, tenendo sempre al centro dell’avanguardia tecnologica l’uomo e le sue evolute esigenze di mobilità.

E’ l’Audi A3 la prima compatta premium ad adottare l’air bag centrale anteriore

Sin dal 1996, quando il debutto della prima serie coincise con la nascita della classe compatta premium, Audi A3 ha inanellato una serie di primati che ne fanno uno dei modelli più innovativi e rappresentativi della gamma dei quattro anelli. È stata infatti la prima compatta Audi a trazione integrale, la prima Audi S a quattro cilindri, la prima vettura sviluppata sul pianale modulare MQB del Gruppo Volkswagen e la prima berlina di Ingolstadt di segmento C equipaggiabile con i proiettori a LED Audi Matrix e la strumentazione digitale Audi virtual cockpit.

La quarta generazione di Audi A3 rinnova questa “tradizione” in quanto unica compatta premium sul mercato disponibile con quattro alimentazioni (TDI, TFSI, plug-in e a metano) e in due step di potenza nella variante PHEV, prima berlina Audi a 4 cilindri con tecnologia MHEV a 48 Volt e prima Audi ad adottare i rivestimenti interni in materiale sintetico derivato dalle bottiglie in PET riciclate. Ora, Audi A3 rafforza ulteriormente questa vocazione al primato diventando la prima compatta premium al mondo a poter contare sull’air bag centrale anteriore.

Nuova Audi A3 mutua dai modelli Audi di classe superiore tanto l’infotainment e le soluzioni di connettività quanto le tecnologie di assistenza alla guida. Insignita delle cinque stelle Euro NCAP, il massimo punteggio nei test sulla sicurezza dei veicoli attribuito dal Programma europeo di valutazione dei nuovi modelli di automobili, la compatta dei quattro anelli deriva dall’ammiraglia Audi A8 il cuscino di protezione anteriore centrale. Una dotazione inclusa sin dal primo livello di allestimento e che mira a riempire lo spazio tra i sedili così da scongiurare, in caso d’urto laterale o ribaltamento, l’impatto tra guidatore e passeggero. L’air bag anteriore centrale fuoriesce dal lato destro del sedile del conducente e si aggiunge alla protezione garantita dagli air bag frontali, anteriori laterali e a tendina per la testa di tutti i passeggeri.

L’air bag anteriore centrale va a rafforzare la già ricca dotazione di sicurezza di Audi A3, punto di riferimento della categoria per completezza degli equipaggiamenti. Sin dall’allestimento d’ingresso, Audi A3 Sportback, Audi A3 Sedan, Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan possono contare su raffinati sistemi di assistenza al conducente, tra i quali la frenata automatica d’emergenza basata sull’interazione tra radar e telecamere, che previene gli impatti con gli altri veicoli, i pedoni e i ciclisti. Le medesime tecnologie di rilevamento ambientale supportano il collision avoid assist, anch’esso di serie, che assiste il guidatore nell’evitare un ostacolo individuando una traiettoria alternativa in funzione della distanza, degli ingombri e dello scarto trasversale del veicolo che precede, e che integra l’assistente alla svolta: aiuta il conducente in fase di partenza o a bassa velocità nell’evitare collisioni nelle svolte a sinistra.

Audi A3 si avvale inoltre sin dall’allestimento d’ingresso dell’assistenza al mantenimento della corsia e della chiamata d’emergenza e assistenza Audi connect che si attiva automaticamente – o manualmente mediante lo specifico pulsante – in caso d’incidente così da trasmettere i dati relativi all’impatto al Call Center Audi dedicato. Qualora si verifichi un guasto o il sinistro non comporti conseguenze di rilievo, il servizio online di assistenza stradale e l’Audi incident assistant, vale a dire lo shortcut nel display MMI touch che invita alla chiamata d’emergenza, forniscono immediato supporto.

Tra le tecnologie a richiesta, il sistema più raffinato appannaggio di Audi A3 è costituito dall’adaptive cruise assist, che supporta il conducente regolando automaticamente la distanza dal veicolo che precede e contribuendo, mediante lievi interventi correttivi allo sterzo, a mantenere direzionalità e centralità all’interno della corsia, anche in caso di restringimenti della carreggiata. Nel traffico stop-and-go, il sistema frena Audi A3 Sportback sino al completo arresto. Se abbinato all’emergency assist, il sistema è in grado di riconoscere l’inattività del conducente, avvisandolo con segnali visivi, acustici e tattili. Nel caso in cui il guidatore non reagisca, il sistema subentra alla guida di Audi A3 rallentando automaticamente la vettura fino all’arresto in corsia e attivando sia le quattro frecce sia la chiamata d’emergenza.

Attingendo alle dotazioni opzionali, sono disponibili ulteriori tecnologie di pregio quali l’assistenza al cambio di corsia e al traffico trasversale posteriore. ADAS, quest’ultimo, che in uscita in retromarcia dagli spazi di parcheggio trasversali e diagonali allerta il conducente in merito alla presenza di veicoli in arrivo. In situazioni particolarmente critiche, viene emesso un segnale acustico e attivato un intervento frenante. Il sistema integra l’avviso d’uscita: una segnalazione richiama l’attenzione del conducente sulla presenza di vetture e ciclisti in avvicinamento da dietro. Arricchiscono ulteriormente la gamma dei sistemi di assistenza alla guida il riconoscimento della segnaletica stradale, l’Audi pre sense basic – che adotta misure preventive quali il pretensionamento delle cinture di sicurezza, la chiusura tanto dei cristalli laterali quanto del tetto apribile e l’attivazione delle quattro frecce – e la retrocamera. Quanto alla sosta, il sistema di ausilio al parcheggio plus è di serie per le versioni Business Advanced ed S line edition oltre che per le sportive Audi S3. Ai sensori acustici e visivi anteriori e posteriori si accompagna l’assistente al parcheggio che facilita l’entrata negli stalli perpendicolari ed effettua in autonomia le manovre in entrata e uscita dai posteggi paralleli. Completa il portfolio delle dotazioni di sicurezza di Audi A3 l’head-up display, a richiesta.

Le tecnologie opzionali appannaggio di Audi A3 sono disponibili singolarmente o in configurazione aggregata grazie al Pacchetto assistenza che raggruppa il sistema di navigazione MMI plus con MMI touch e il cruise control adattivo – limitatamente all’allestimento d’ingresso – il riconoscimento della segnaletica stradale, il sistema di ausilio al parcheggio plus con assistente al parcheggio (di serie dalla variante Business Advanced) e l’adaptive cruise assist con emergency assist.

Al via la produzione carbon neutral e le prenotazioni online di Audi e-tron GT

Con Audi e-tron GT ha inizio la produzione della più potente vettura elettrica mai realizzata dalla Casa dei quattro anelli. La nuova Gran Turismo nasce presso l’Audi Böllinger Höfe, il sito certificato carbon neutral di Heilbronn, nelle immediate vicinanze dello stabilimento tedesco di Neckarsulm, dove a inedite e avanguardistiche tecnologie si affiancano lavorazioni realizzate con un sapiente lavoro manuale. 

Audi e-tron GT può contare su caratteristiche distintive quali lo scatto da 0 a 100 km/h in meno di 3,5 secondi per la variante RS, la ricarica rapida in corrente continua (DC) con potenze sino a 270 kW, le raffinate sospensioni regolabili con molle pneumatiche a tripla camera, il sound digitale che “copia” l’erogazione del powertrain e lo sterzo integrale, per la prima volta dedicato a un modello della gamma e-tron. L’esclusività della Gran Turismo a zero emissioni viene ora ulteriormente sottolineata dall’apertura delle prenotazioni online.

Analogamente a quanto accaduto con Audi e-tron, prima vettura elettrica dei quattro anelli, Audi Italia dedica ad Audi e-tron GT un esclusivo processo di prenotazione online. Da domani, registrandosi al sito ufficiale, dopo aver versato 3.000 euro i clienti riceveranno un voucher con il quale recarsi in concessionaria per il perfezionamento dell’acquisto. La prenotazione garantirà la prelazione sui primi esemplari della vettura.

La logistica presso il polo di Neckarsulm è organizzata principalmente su rotaia. Il sistema di trasporto DBeco plus – basato sull’utilizzo di treni alimentati esclusivamente mediante energia rinnovabile – consente alla Casa dei quattro anelli di evitare ogni anno l’immissione in atmosfera di 13.000 tonnellate di CO2. Sin dal 2010, i cosiddetti “treni verdi” collegano Ingolstadt con il porto industriale di Emden, sul Mare del Nord, e dal 2012 anche il sito di Neckarsulm adotta la medesima soluzione. A rafforzare ulteriormente la sostenibilità della logistica Audi, nella zona di smistamento sono attive delle motrici alimentate a gas naturale compresso, mentre gran parte delle spedizioni sono affidate a specialisti che operano con autocarri a GNL (gas naturale liquefatto). Una soluzione che permette di ridurre le emissioni di CO2 sino al 20% e gli ossidi di azoto sino all’85% rispetto ai truck con motore Diesel.

Il Programma Audi CO2 mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica di 1,2 tonnellate per ciascuna vettura entro il 2025. Come primo passo, Audi si sta concentrando sull’alluminio, in quanto la produzione della lega leggera richiede un elevato impiego d’energia. Nel 2017 è stato introdotto il ciclo chiuso dell’alluminio all’interno del polo industriale di Neckarsulm. Gli scarti delle lavorazioni alla pressa, ad esempio per la realizzazione delle sezioni laterali della scocca di Audi e-tron GT, tornano direttamente al fornitore. Successivamente, Audi utilizza i lamierati così realizzati. Nel 2019, grazie a questa soluzione sostenibile, la Casa dei quattro anelli ha evitato l’immissione in atmosfera di circa 150mila tonnellate di CO2.

Un ulteriore cardine del Programma Audi CO2 consiste nel progetto pilota avviato dalla Casa dei quattro anelli in collaborazione con il Karlsruhe Institute for Technology (KIT). L’obiettivo è sviluppare il riciclo chimico dei polimeri misti così da introdurre un innovativo ciclo chiuso della plastica. Gli scarti provenienti dalle linee di montaggio di Audi A6 e Audi A7 Sportback vengono recuperati e trattati onde ricavare olio di pirolisi. Le qualità di questo olio, definito bio-greggio, corrispondono a quelle dei derivati del petrolio e i materiali realizzati mediante olio pirolitico garantiscono le stesse caratteristiche dei componenti originali. Una soluzione alternativa e al tempo stesso complementare al riciclo meccanico della plastica “pura”, che permette di accedere a una nuova materia prima adatta ad alimentare le stampanti 3D del Böllinger Höfe, dove vengono realizzati supporti di montaggio su misura, in funzione delle necessità e dei suggerimenti dei collaboratori. Oltre 100 di questi ausili sono destinati alla produzione di Audi e-tron GT.

Mai, prima d’ora, un impianto per la produzione d’autovetture era stato progettato e realizzato così rapidamente. Utilizzando occhiali per la realtà virtuale e controller VR, gli ingegneri di produzione hanno verificato digitalmente tutti i processi di assemblaggio e logistici all’interno del Böllinger Höfe; anche la pianificazione dell’afflusso della componentistica è avvenuta in modo virtuale. Audi ha sviluppato un proprio software VR: un progetto pionieristico all’interno del Gruppo Volkswagen. La base tecnica è costituita da scansioni a 360° che forniscono una mappa indoor tridimensionale dello spazio virtuale.

Audi e-tron GT è la prima vettura del Gruppo per la quale è stato possibile rinunciare a un prototipo fisico per testare i processi di assemblaggio. Una soluzione estesa alla progettazione dei contenitori per le materie prime, consentendo di ridurre radicalmente il ricorso agli imballaggi cartacei. Una novità assoluta. La carta, risorsa a elevato impiego d’energia, non è presente sulle linee di montaggio e nemmeno all’interno del reparto logistica, dove specifiche app per le attività di controllo e innovative etichette digitali per la catalogazione dei componenti sostituiscono i classici adesivi.

L’Audi Böllinger Höfe di Heilbronn è parte integrante del sito di Neckarsulm. Già in fase di progettazione, lo stabilimento è stato concepito per la produzione in piccola serie, con processi innovativi e flessibili. La produzione di Audi R8 è iniziata nell’autunno del 2014. Per integrarvi Audi e-tron GT, la manifattura è stata ampliata e trasformata. Le superfici destinate all’assemblaggio delle scocche hanno beneficiato d’impianti all’avanguardia. “Non esiste un sistema di produzione analogo a questo all’interno del Gruppo Volkswagen” afferma Wolfgang Schanz, Direttore della produzione presso il Böllinger Höfe. “Siamo riusciti a costruire due vetture completamente diverse sfruttando una linea di montaggio comune: una supercar quale Audi R8, dotata di un possente V10 5.2 a iniezione diretta della benzina, viene affiancata da Audi e-tron GT, una Gran Turismo a propulsione esclusivamente elettrica. Qui nascono le due gamme Audi più potenti e veloci di sempre!”.

Audi e la nuova frontiera dell’illuminazione

La transizione dalle luci alogene ai fari allo Xenon e, successivamente, alla tecnologia a LED ha richiesto meno di due decenni. Oggi, i proiettori Audi non garantiscono solamente un’ottima visibilità, bensì concorrono a definire il design delle vetture grazie a firme luminose sempre più caratteristiche e distintive. Ai vantaggi nell’uso quotidiano si affiancano finalità estetiche e di comunicazione con il mondo esterno.

L’evoluzione della tecnologia d’illuminazione comporta sensibili miglioramenti in termini tanto di sicurezza quanto di efficienza energetica. La digitalizzazione fornisce ulteriore impulso all’innovazione, garantendo livelli di personalizzazione sinora sconosciuti. La luce diventa “intelligente”. Con l’ausilio dei segnali luminosi, l’auto interagisce con l’ambiente circostante. Già nel 2003, l’ammiraglia Audi A8 poteva contare sul sistema adaptive light, in grado di adattare il fascio luminoso in funzione dei diversi contesti di marcia, mentre dal 2010 il riconoscimento dei veicoli avviene mediante telecamera. Nel 2012, la Casa dei quattro anelli ha riaffermato il proprio primato tecnologico grazie alla supercar Audi R8, dotata degli indicatori di direzione dinamici che favoriscono la percezione dei cambi di direzione, a vantaggio della sicurezza.

Nel 2013, Audi rivoluziona il settore dell’illuminazione dedicando per la prima volta a una vettura di grande serie i proiettori a LED Audi Matrix, in grado di gestire adattivamente – grazie all’interazione con un sistema di telecamere – il fascio luminoso. Un’innovazione a vantaggio del comfort e della sicurezza che scongiura l’abbagliamento degli altri veicoli permettendo la gestione adattiva del cono di luce e la commutazione automatica tra abbaglianti e anabbaglianti. Nemmeno un anno più tardi, Audi compie un ulteriore passo avanti, abbinando i LED alla tecnologia laser. Portati al debutto nel 2014, in ambito racing, da Audi R18 TDI a Le Mans e in ambito stradale da Audi R8 LMX, i proiettori a LED Audi Matrix con Audi laser light sono oggi disponibili per un’ampia gamma di modelli, spaziando dalla supercar Audi R8 all’ammiraglia Audi A8, dal SUV full size Audi Q7 alla coupé a cinque porte Audi A7 Sportback, passando per la rinnovata gamma Audi A5 e le icone sportive Audi RS 6 Avant e Audi RS 7 Sportback.

Ora la Casa dei quattro anelli alza ulteriormente l’asticella della sicurezza e delle performance, introducendo i proiettori LED Digital Matrix, una novità mondiale portata al debutto da Audi e-tron e Audi e-tron Sportback e per la prima volta disponibile per delle vetture di grande serie, e presentando i gruppi ottici posteriori con tecnologia OLED a elevata digitalizzazione, appannaggio di Audi Q5. I gruppi ottici posteriori OLED costituiscono una prima assoluta per la categoria e sono garanti di un’elevata visibilità, di possibilità di personalizzazione sinora sconosciute e della prima applicazione Car-to-X nell’ambito dell’illuminazione: nuova Audi Q5 riconosce la prossimità di un altro veicolo adattando grafica e intensità luminosa. Audi non solo rischiara intelligentemente la strada, ma caratterizza profondamente i propri modelli grazie a firme luminose distintive e scenografie dinamiche per le funzioni Coming home e Leaving home, per lo sbloccaggio delle portiere e per l’uscita dall’auto. In futuro, le tecnologie d’illuminazione renderanno ancora più sicuro viaggiare, garantendo inedite possibilità di comunicazione con l’esterno.

Le lampadine alogene a incandescenza hanno consentito di progettare le prime firme luminose delle vetture. Grazie ai proiettori degli anni Ottanta e Novanta, i designer sono riusciti a plasmare “il volto” dei modelli Audi. I fari allo Xenon di seconda generazione adottati da Audi A8 nel 1994 e i moduli orientabili e adattivi introdotti dal 2003 hanno elevato la qualità dell’illuminazione Audi. La tecnologia a LED, nel 2008, ha rappresentato l’entrata in una nuova era: efficacia e consumo energetico hanno raggiunto livelli incomparabili rispetto alle precedenti soluzioni. Al progresso tecnico, i diodi luminosi hanno affiancato una straordinaria libertà di definizione degli “occhi” delle vetture. La luce come elemento di design ha assunto un ruolo decisivo. La segmentazione a matrice di LED e la digitalizzazione hanno ampliato ulteriormente le prospettive.

Nel 2004, Audi ha utilizzato per la prima volta i diodi luminosi integrandoli nelle luci diurne dell’ammiraglia Audi A8. I LED sono semiconduttori in grado di convertire l’energia elettrica in luce. Sul fronte dell’efficienza, possono contare su di un consumo d’energia eccezionalmente ridotto a fronte di un elevato rendimento luminoso. Nel 2008 è stata la volta dei primi proiettori full LED, adottati dalla supercar Audi R8. Oggi, tutte le gamme dei quattro anelli possono contare sulla tecnologia a LED e, dal 2013, sono disponibili i proiettori a LED Audi Matrix: una pietra miliare della tecnologia d’illuminazione dei quattro anelli.

I proiettori a LED Audi Matrix prendono spunto dall’assistenza agli abbaglianti, che attiva o disattiva automaticamente la funzione qualora rilevi dei veicoli provenienti in senso opposto, e introducono la gestione individualizzata dei LED. Se la telecamera riconosce altri utenti della strada, all’interno del cono di luce vengono realizzate specifiche aree d’ombra disattivando i singoli diodi, così da evitare l’abbagliamento dei conducenti. Grazie all’interazione con le informazioni fornite dalla navigazione, il dispositivo agisce secondo una logica sia reattiva sia predittiva, mentre grazie alle luci di svolta, il punto focale del fascio luminoso varia in funzione dell’andamento del percorso, prima che il conducente agisca sullo sterzo.

Nel 2014, Audi compie un ulteriore passo avanti, abbinando i LED alla tecnologia laser. Portati al debutto nel 2014, in ambito racing, da Audi R18 TDI a Le Mans e in ambito stradale da Audi R8 LMX, i proiettori a LED Audi Matrix con Audi laser light sono oggi disponibili per un’ampia gamma di modelli, spaziando dalla supercar Audi R8 all’ammiraglia Audi A8, dal SUV full size Audi Q7 alla coupé a cinque porte Audi A7 Sportback, passando per la rinnovata gamma Audi A5 e le icone sportive Audi RS 6 Avant e Audi RS 7 Sportback. La luce laser Audi, riconoscibile dal marcatore blu, raddoppia il raggio d’azione degli abbaglianti rendendo concrete in qualsiasi frangente le condizioni ideali per l’occhio umano che analizza meglio le situazioni di contrasto e si affatica meno. Lo spot laser, attivo a partire da 70 km/h, garantisce sensibili vantaggi in termini di visibilità.

Nel 2017, l’ammiraglia Audi A8 si è fregiata dello stato dell’arte dell’illuminazione dei quattro anelli. Ai gruppi ottici posteriori con tecnologia OLED e ai proiettori a LED HD Matrix con luce laser Audi si è aggiunta un’inedita partizione degli abbaglianti, caratterizzata da due file da 16 diodi ciascuna. Una configurazione che garantisce una gestione eccezionalmente precisa del cono di luce. Il sistema integra le funzioni luci di svolta, luci autostradali e all-weather lights per ridurre l’auto-abbagliamento in condizioni di scarsa visibilità. Lo spot laser ha un raggio d’azione di circa 600 metri.

Nel 2019, i SUV coupé elettrici Audi e-tron e Audi e-tron Sportback hanno portato al debutto i proiettori a LED Digital Matrix. Una nuova frontiera dell’illuminazione oltre che una novità mondiale, per la prima volta disponibile per delle vetture di grande serie. La scomposizione in pixel infinitesimali del fascio luminoso fa sì che la strada venga rischiarata con un’efficacia sinora sconosciuta, sfruttando sia le aree luminose sia le zone d’ombra. La tecnologia alla base degli innovativi proiettori, denominata DMD (Digital Micromirror Device) viene impiegata anche per i videoproiettori professionali. Il componente principale è un chip corredato di circa 1,3 milioni di microspecchi, i cui lati misurano alcuni centesimi di millimetro. Grazie alla generazione di un campo elettrostatico, ogni microspecchio può cambiare orientamento sino a 5.000 volte al secondo. In funzione della posizione, la luce a LED viene proiettata lungo la strada oppure catturata da un assorbitore così da generare delle zone d’ombra.

I proiettori Audi LED Digital Matrix svolgono molteplici funzioni. Oltre a configurare il fascio anabbagliante secondo tre modalità (luce di svolta, per la marcia in zone urbane e in autostrada), gli innovativi proiettori Audi possono gestire gli abbaglianti in modo eccezionalmente preciso. Spiccano, in particolare, le inedite funzioni “luce di orientamento” e “luce di carreggiata”. Lungo le strade ad alto scorrimento, la luce di carreggiata genera un tappeto luminoso che rischiara la corsia di marcia adattandosi ai cambi di traiettoria dell’auto. Ciò concentra l’attenzione del conducente sulla corsia rilevante e aumenta la sicurezza stradale. Diversamente, la luce di orientamento, tramite la proiezione delle zone d’ombra, mostra in modo predittivo la posizione del veicolo all’interno della corsia, favorendo il mantenimento del centro strada, specie nelle strettoie o in prossimità dei cantieri.

In abbinamento al sistema Night Vision, diviene disponibile la “luce segnaletica”. Se il sistema rileva la presenza di un pedone, il fascio luminoso lo evidenzia, riducendo il rischio che le persone sul ciglio della strada non vengano viste. Innovazioni che vanno ad affiancare gli affinamenti nella gestione adattiva Matrix degli abbaglianti: grazie alla tecnologia DMD è possibile sia illuminare con superiore profondità l’interno curva sia, una volta arrestata la vettura a bordo strada, proiettare dinanzi all’auto una rappresentazione tanto della manovra appena eseguita quanto di quella successiva.

Analogamente ai proiettori, anche i gruppi ottici posteriori sono stati oggetto di continui sviluppi. Nel 2011, i LED hanno donato ad Audi A6 un’omogeneità visiva di riferimento, rafforzando la sicurezza tanto dei Clienti quanto degli altri utenti della strada: le luci di stop realizzate mediante diodi attirano maggiormente l’attenzione e si attivano due centesimi di secondo più velocemente rispetto alle lampade a incandescenza. A 100 km/h, lo spazio di frenata di un veicolo che segue può ridursi sino a sei metri grazie alla superiore reattività indotta nel conducente. Nel 2012, la Casa dei quattro anelli ha introdotto a bordo della supercar Audi R8 gli indicatori di direzione dinamici, in grado di favorire la percezione, specie di notte e a lunga distanza, dell’imminente cambio di direzione, a ulteriore vantaggio della sicurezza.

La svolta più rilevante, in materia di gruppi ottici posteriori, è avvenuta nel 2016, con l’introduzione della tecnologia OLED a bordo di Audi TT RS. Gli OLED sono diodi a emissione di luce organici, particolarmente efficienti, che generano un’illuminazione eccezionalmente ampia e omogenea, tanto da non richiedere riflettori. Nel 2020, Audi è stato il primo costruttore al mondo a dedicare quest’innovativa tecnologia a un modello di grande serie quale Audi Q5. Una prima assoluta per la gamma media. Le luci posteriori OLED del SUV dei quattro anelli sono suddivise in tre nuclei, ciascuno dei quali composto da sei segmenti così da dare vita a molteplici firme luminose e illuminazioni caratteristiche. I vantaggi di tale soluzione consistono, oltre che nel marcato contrasto, nell’elevata omogeneità e nel minimo distanziamento tra i segmenti.

I Clienti di nuova Audi Q5 possono scegliere in fase di configurazione fra tre differenti motivi luminosi dei gruppi ottici posteriori OLED. A ciascuna firma luminosa sono dedicate specifiche animazioni Coming home e Leaving home. Selezionando l’opzione dynamic del sistema di gestione della dinamica di marcia Audi drive select, viene attivata un’ulteriore modalità d’illuminazione caratteristica. A possibilità di personalizzazione sinora sconosciute, i gruppi ottici posteriori OLED affiancano un’innovativa segnalazione della prossimità: a vettura ferma, qualora un veicolo o un altro utente della strada si avvicini a meno di due metri da Audi Q5, si accendono tutti i segmenti. Non appena l’auto torna in movimento, viene ripristinata l’illuminazione caratteristica originaria.

Dagli albori del Marchio, Audi è pioniere nel settore dell’illuminazione. A partire dal 1913, quando si afferma tra i costruttori che favoriscono la transizione dalle lampade a olio, primi e rudimentali sistemi per la marcia notturna, ai fari a carburo, caratterizzati da una superiore intensità della fiamma, passando per gli anni Venti, che vedono il radicarsi dei fari elettrici con lampade a incandescenza. Un’epoca nella quale le possibilità di regolazione consistevano in… acceso o spento. Non si potevano nemmeno immaginare funzioni che avessero uno scopo diverso dal vedere e dall’essere visti.

Negli anni Ottanta, l’introduzione di fonti luminose dalle dimensioni più contenute ha favorito la creatività e aperto la strada alla definizione di linee più incisive. Le lampade a incandescenza alogene hanno reso possibile l’ideazione di proiettori a forma libera. Grazie alle cover trasparenti della fine degli anni Novanta e alle piccole luci allo Xenon, i fari Audi ricordavano una pupilla. Per la prima volta, diveniva possibile progettare la firma luminosa di una vettura. Un aspetto rafforzato dalla segmentazione e, in special modo, dalla digitalizzazione delle fonti di luce. Un elemento distintivo della produzione dei quattro anelli è costituito dall’assoluta precisione e omogeneità degli elementi luminosi di design, chiamati a sottolineare la generosa impronta a terra delle vetture.

Nel 2004, le luci diurne a LED hanno per la prima volta “modellato” il frontale Audi. Un trend che trova massima espressione in nuova Audi A3. Nella configurazione top di gamma, i proiettori a LED Audi Matrix della compatta made in Ingolstadt integrano le luci diurne a elevata digitalizzazione: un’innovativa matrice luminosa, composta da 15 diodi in formato 5 x 3, consente di generare un motivo specifico in funzione delle versioni. La sportiva Audi S3, ad esempio, vede enfatizzato il carattere grintoso del modello mediante un motivo a doppia barra verticale.

Le scenografie luminose al bloccaggio e sbloccaggio delle portiere rendono immediatamente riconoscibili le vetture dei quattro anelli. Un’esperienza sensoriale resa ancora più affascinante dai nuovi proiettori LED Digital Matrix, in grado di visualizzare cinque diversi scenari di saluto lungo una parete o al suolo, trasformando lo spazio antistante l’auto in un palcoscenico luminoso.

Per Audi, l’illuminazione spazia dalla tecnologia al design, dalla sicurezza al piacere sensoriale. In futuro, le luci diventeranno veri e propri elementi di relazione, evolvendo dalla funzione unidimensionale di segnalazione e avvertimento a versatile mezzo di comunicazione con il mondo esterno. I Clienti potranno scegliere tra diverse firme luminose tramite il sistema MMI o, raggiungendo un livello di personalizzazione sinora sconosciuto, realizzare design individualizzati.

I Clienti di Audi e-tron, grazie alle innovative Functions on Demand – dotazioni opzionali attivabili grazie al portale e all’app myAudi successivamente alla configurazione originale della vettura – possono già optare per soluzioni d’illuminazione differenti dopo l’acquisto dell’auto. Un’opportunità a breve estesa ad altri modelli Audi. Quanto alla possibilità di comunicare mediante la luce, i proiettori LED Digital Matrix, grazie alla tecnologia DMD, una volta arrestata la vettura a bordo strada proiettano dinanzi all’auto una rappresentazione tanto della manovra appena eseguita quanto di quella successiva. La sicurezza entra in una nuova era: un’era nella quale le vetture Audi dialogano con il guidatore mediante la proiezione di messaggi e segnali luminosi.

Grazie alla segnalazione della prossimità portata al debutto da Audi Q5, la connettività Car-to-X si estende ai gruppi ottici. In futuro, gli OLED potranno contare su 60 segmenti, ciascuno gestibile singolarmente e attivabile in modo mirato. Alle infinite possibilità di personalizzazione a livello di design si accompagnerà la tempestiva segnalazione agli altri utenti di eventuali pericoli come nebbia, ghiaccio o rallentamenti improvvisi.

Audi sta sviluppando la seconda generazione dei diodi organici: gli OLED flessibili, caratterizzati da supporti plastici o metallici di spessore ridotto piegabili secondo diversi orientamenti. Un’evoluzione che, accompagnata dal debutto della luce tridimensionale, garantirà libertà di progettazione incomparabili rispetto al passato e influirà sull’aspetto e la funzionalità delle Audi del futuro. Gli OLED flessibili possono essere estesi alle aree di carrozzeria adiacenti i gruppi ottici, garantendo superfici di dialogo con l’esterno sensibilmente più ampie e consentendo alle vetture di rivolgersi non solo alle altre auto, ma anche agli utenti della strada a bordo carreggiata: ad esempio ciclisti e pedoni.

Audi S3: la nuova generazione della sportiva quattro compatta

Le nuove Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan sono riconoscibili sin dal primo sguardo. Al frontale spiccano l’ampio single frame esagonale con griglia a nido d’ape, le generose prese d’aria squadrate e le calotte dei retrovisori laterali in look alluminio. Le fiancate marcatamente svasate, dall’andamento concavo, riprendono gli elementi stilistici caratteristici della quarta generazione di Audi A3. I proiettori a LED Audi Matrix con gruppi ottici posteriori a LED, di serie per le versioni sport attitude, integrano le luci diurne a elevata digitalizzazione: un’innovativa matrice luminosa, composta da 15 diodi, genera un motivo specifico a doppia banda verticale. L’estrattore e i quattro terminali di scarico a sezione ovale contraddistinguono la zona posteriore.

Il propulsore 2.0 TFSI eroga 310 CV e 400 Nm di coppia. Il sistema Audi valvelift system (AVS) regola la quantità d’aria aspirata differenziando i tempi di apertura e la corsa delle valvole in funzione del carico e del regime motore, garantendo un preciso riempimento delle camere di combustione. Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan scattano da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi raggiungendo una velocità massima di 250 km/h (autolimitata). Mediante il sistema di controllo della dinamica di marcia Audi drive select, di serie, il guidatore può influire sul sound del quattro cilindri turbo benzina. Il 2.0 TFSI appannaggio di nuove Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan lavora in abbinamento alla trasmissione a doppia frizione S tronic a sette rapporti e alla trazione integrale quattro che ha nella frizione elettroidraulica a lamelle il proprio “cuore”. Frizione che viene gestita da un software dedicato e porta in dote stabilità e grip a fronte della massima efficienza.

La frizione a lamelle è posizionata in corrispondenza della parte terminale dell’albero di trasmissione, a monte del differenziale posteriore. Una collocazione che favorisce il bilanciamento dei pesi tra avantreno e retrotreno. All’interno è presente un pacchetto di dischi in bagno d’olio. Qualora sia necessario l’intervento della trazione integrale, i dischi vengono sottoposti – mediante l’azione di una pompa elettroidraulica – a una pressione che, generando una frizione, mette in comunicazione l’albero di trasmissione principale con l’albero secondario collegato al differenziale posteriore. La Casa dei quattro anelli ha sviluppato la gestione elettronica della ripartizione della coppia tra gli assali in modo specifico per nuova Audi S3 e l’ha integrata nel controllo della dinamica di marcia Audi drive select. Il sistema rileva il comportamento della vettura e lo stile di guida, adeguando in tempo reale la distribuzione della spinta – totalmente variabile – tra avantreno e retrotreno. In condizioni ordinarie, la trazione si concentra sulle ruote anteriori. In fase di partenza o in presenza di fondi a ridotta aderenza, la frizione interviene in una frazione di secondo: la pompa elettrica a pistoni sviluppa sino a 44 bar di pressione idraulica sul pacchetto dischi. La coppia trasferita al retrotreno risulta così proporzionale alla pressione esercitata sui dischi frizione, sino a un massimo del 100%. La ripartizione della spinta avviene anche in inserimento di curva, adottando uno stile di guida marcatamente sportivo.

Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan si avvalgono del retrotreno multilink a quattro bracci e dello sterzo progressivo (di serie) a demoltiplicazione e servoassistenza variabili. L’assetto sportivo S è ribassato di 15 mm rispetto ad Audi A3 Sportback e Audi A3 Sedan. A richiesta, sono disponibili gli ammortizzatori elettroidraulici regolabili. L’impianto frenante a servoassistenza elettrica, forte di quattro dischi autoventilanti, garantisce una risposta eccezionalmente pronta alle pressioni del pedale. Le pinze freno di serie sono nere, a richiesta di colore rosso. Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan adottano di serie cerchi in lega da 18 pollici (da 19 pollici per le versioni sport attitude).

Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan possono contare su di un’abitabilità superiore rispetto alla precedente generazione. Con una lunghezza di, rispettivamente, 4,34 e 4,50 metri, risultano più lunghe di 3 e 4 centimetri, mentre la larghezza cresce, in entrambi i casi, di 3 centimetri. Identici l’altezza (1,43 metri) e l’interasse (2,64 metri). Analogamente alla quarta serie di Audi A3, i passeggeri godono di maggiore spazio all’altezza dei gomiti e delle spalle. Il vano di carico della variante Sportback ha una capacità compresa tra 325 e 1.145 litri. La sportività di Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan è confermata in abitacolo. All’innovativo selettore del cambio S tronic – la tradizionale leva appannaggio della precedente generazione di Audi S3 viene sostituita da un moderno joystick con tecnologia shift-by-wire – si affiancano gli inserti in alluminio o, a richiesta, in carbonio e le nuove maniglie apriporta il cui design richiama i proiettori anteriori. La plancia è orientata al guidatore, mentre le bocchette d’aerazione costituiscono la naturale prosecuzione della palpebra della strumentazione: una novità introdotta dalla quarta serie di Audi A3 Sportback.

La strumentazione di Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan è digitale: di serie è previsto l’Audi virtual cockpit da 12,3″ nella configurazione plus, con risoluzione di 1.920 x 720 pixel, che consente di optare per differenti layout, tra i quali una grafica spiccatamente sportiva. Il pacchetto luci d’ambiente, di serie per le versioni sport attitude, realizza accattivanti effetti luminosi che sottolineano il design degli interni. I sedili anteriori sportivi con poggiatesta integrati sono inclusi nel primo equipaggiamento, parzialmente rivestiti con materiali ottenuti dal riciclo delle bottiglie in PET e caratterizzati dalle cuciture a contrasto e dal logo S agli schienali. Al centro di quest’ultima spicca lo schermo touch da 10,1″ dal feeling acustico che consente di gestire la selezione dei media, la navigazione e l’ampia gamma di servizi Audi connect. Il riconoscimento delle immissioni è a testo libero: i risultati vengono forniti in tempi estremamente ridotti e il sistema rileva, oltre al corsivo e alle parole intere, le singole lettere in sovrascrizione. Senza allontanare le mani dal volante, il conducente può sfruttare le funzioni del sistema MMI mediante il comando vocale in grado di riconoscere le espressioni di uso comune, identiche alle formulazioni del linguaggio quotidiano. Tra le dotazioni a richiesta spicca l’head-up display, che proietta – a colori – le principali informazioni sul parabrezza.

La piattaforma modulare d’infotainment di terza generazione MIB 3 è caratterizzata da una potenza di calcolo dieci volte superiore al sistema MIB 2 appannaggio del precedente modello e interagisce con la Communication Box, fisicamente separata, che oltre a raggruppare tutte le funzioni relative alla connettività, ad esempio la telefonia o i servizi Audi connect con velocità LTE Advanced, integra anche l’hotspot WLAN. Sei diversi profili utente consentono di organizzare e salvare le impostazioni personalizzate spaziando dalla posizione del sedile alla climatizzazione, dalle destinazioni di navigazione più frequenti ai media preferiti. L’App myAudi, chiave d’accesso all’ecosistema digitale del Marchio, collega senza soluzione di continuità lo smartphone del Cliente alle vetture, mentre l’Audi smartphone interface, di serie, trasferisce l’ambiente Apple Car Play o Android Auto sul display dell’auto e l’Audi phone box accoppia il telefono del Cliente all’antenna del veicolo e lo ricarica per induzione. La chiave Audi connect permette di sbloccare/bloccare la vettura e avviare il propulsore da remoto mediante un device Android. Il Bang & Olufsen 3D Premium Sound System con suono tridimensionale virtuale nella zona anteriore, a richiesta, regala un’esperienza acustica eccezionalmente coinvolgente complici i 15 altoparlanti e la potenza complessiva di 680 Watt.

Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan possono contare su numerosi sistemi di assistenza al conducente. L’Audi pre sense front, l’assistente agli ostacoli (collision avoid assist) con assistente alla svolta e l’ausilio al mantenimento della corsia sono di serie. A richiesta, sono disponibili ulteriori tecnologie quali l’assistenza al cambio di corsia, l’avviso di uscita e l’adaptive cruise assist. Quest’ultimo supporta il conducente regolando automaticamente la distanza dal veicolo che precede e contribuendo, mediante lievi interventi allo sterzo, a mantenere la direzionalità all’interno della corsia. Nel traffico stop-and-go, il sistema frena Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan sino al completo arresto: le vetture vengono riavviate automaticamente agendo sull’acceleratore.

Audi S3 Sportback e Audi S3 Sedan, disponibili nelle varianti standard e sport attitude, raggiungeranno le concessionarie italiane nel corso del terzo trimestre del 2020. Al lancio, sarà disponibile l’esclusivo pacchetto edition one in abbinamento alle tinte giallo pitone, riservata ad Audi S3 Sportback, e rosso tango, dedicata ad Audi S3 Sedan. Il look delle vetture è reso ancora più aggressivo dal pack esterno nero lucido con loghi Audi neri, dagli scarichi dalla finitura total black, dalle decal con i quattro anelli alla base delle portiere posteriori, dai cerchi in lega da 19 pollici, dai rivestimenti dei sedili sportivi in pelle Nappa (dedicati ad Audi S3 Sportback) e, nel caso di Audi S3 Sedan, dalle calotte dei retrovisori esterni in carbonio.

Nuova generazione Audi quattro: la trazione integrale elettrica


Audi e-tron e Audi e-tron Sportback, i SUV a elettroni dei quattro anelli, possono contare su elevate performance in termini di motricità e dinamica di marcia, su ogni terreno e con qualsiasi condizione atmosferica, grazie alla nuova generazione quattro: la trazione integrale quattro elettrica. Questa regola permanentemente e in modo completamente variabile la ripartizione della coppia fra gli assali. Un’operazione che avviene in poche frazioni di secondo.

“La trazione quattro elettrica è la sintesi perfetta di prestazioni ed efficienza” afferma Michael Wein, Responsabile dello sviluppo dei sistemi 4WD di Audi AG. “Abbiniamo i vantaggi in termini di efficienza garantiti da uno schema di trazione basato sull’azione di un unico assale alla motricità e al dinamismo caratteristici di un sistema quattro”. Per ottenere il massimo rendimento, nella maggior parte dei casi Audi e-tron e Audi e-tron Sportback utilizzano in misura prevalente, quando non esclusiva, il motore elettrico posteriore. Il disaccoppiamento pressoché totale del propulsore asincrono anteriore durante la marcia in condizioni normali favorisce l’efficienza. Non si verifica alcuna dissipazione energetica, dato che l’effetto trascinamento è nullo. L’unità all’avantreno entra in azione qualora il conducente richieda più potenza di quanta il motore elettrico posteriore possa fornire oppure, proattivamente, prima che la motricità si riduca a causa del fondo sdrucciolevole (o nella guida impegnata in curva). I motori elettrici sono fonti di potenza ideali per la trazione quattro elettrica che opera in modo estremamente preciso e pressoché istantaneo: la ripartizione della coppia tra gli assali, che tendenzialmente privilegia il retrotreno, non è mai stata così veloce. Una caratteristica resa possibile dall’assenza di qualsiasi frizione meccanica e dalla rapidità di distribuzione dell’energia elettrica.

Il dinamismo, l’efficacia e l’efficienza del sistema quattro appannaggio della gamma Audi e-tron sono ulteriormente sottolineati dall’evoluzione della trazione integrale elettrica: il torque vectoring elettrico. Una prima mondiale per dei modelli prodotti in grande serie, al debutto con Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback: versioni sportive degli sport utility a zero emissioni dei quattro anelli, attese nelle Concessionarie italiane nel corso del terzo trimestre del 2020. Torque vectoring elettrico che permette di ripartire la coppia tra le ruote posteriori portando i vantaggi garantiti dal “classico” differenziale sportivo Audi nell’era della mobilità a zero emissioni. Una novità assoluta legata all’adozione di tre motori elettrici, di cui due in corrispondenza del retrotreno.

Analogamente ad Audi e-tron e Audi e-tron Sportback, in condizioni ordinarie, per ottenere il massimo rendimento, le versioni S ricorrono in misura prevalente, quando non esclusiva, alla propulsione posteriore. Similmente alla trazione quattro meccanica con tecnologia ultra, il secondo assale (l’anteriore) può essere attivato in modo predittivo, abbinando così efficacia ed efficienza. Obiettivo, quest’ultimo, cui concorre il sistema di recupero dell’energia, anch’esso basato sull’azione delle unità a zero emissioni. Con decelerazioni sino a 0,3 g, vale a dire nel 90% dei casi, i SUV a elettroni dei quattro anelli recuperano energia grazie ai soli motori elettrici che, in tal caso, agiscono da alternatori. In questo modo, l’energia generata dalle manovre ordinarie di decelerazione viene immagazzinata nella batteria. Il sistema di recupero si adatta alle diverse condizioni di guida ed è potente al punto da rendere residuale l’intervento dei freni meccanici.

Nei rari casi in cui i modelli della gamma Audi e-tron debbano ricorrere ai freni tradizionali, ad esempio per un arresto d’emergenza, emergono le eccezionali caratteristiche del sistema di frenata elettroidraulico integrato. La centralina dedicata riconosce l’intensità della pressione del pedale e in pochi millisecondi calcola la coppia frenante necessaria. Se la coppia di recupero dell’energia non è sufficiente, un pistoncino genera una pressione extra destinata al sistema frenante idraulico, così da pompare olio nelle tubazioni e generare una forza decelerante supplementare. Il passaggio dalla frenata elettrica a quella “tradizionale” avviene in modo fluido e omogeneo, senza che il conducente se ne accorga, mentre la forza frenante resta costante. Nel caso di una frenata da 100 km/h, Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback possono recuperare energia fino a un massimo di 270 kW di potenza elettrica. Un valore superiore persino a quanto fatto registrare dalle monoposto di Formula E (250 kW). Valori al top della categoria, analogamente alla potenza massima di 503 CV e alla coppia monstre di 973 Nm erogate dai tre motori elettrici.

Quanto alla funzione torque vectoring elettrica, la ripartizione della spinta tra le ruote posteriori si attiva in pochi millisecondi pur gestendo valori di coppia decisamente elevati. Accelerando con decisione in uscita di curva, vengono trasmessi alla ruota posteriore esterna sino a 220 Nm in più rispetto a quanto indirizzato alla ruota interna, a vantaggio della rapidità in inserimento e dell’agilità dei SUV elettrici Audi. Un comportamento reso possibile, come accennato, dalla disponibilità di due motori elettrici al retrotreno privi di qualsivoglia collegamento meccanico. Così facendo, la Casa dei quattro anelli abbina alla ripartizione totalmente variabile della spinta tra avantreno e retrotreno, in senso longitudinale, la distribuzione della coppia tra le ruote posteriori, in senso trasversale.

La latenza del torque vectoring elettrico, ovvero il tempo che intercorre tra il rilevamento degli input da parte dei sensori, la reazione della centralina elettronica dedicata alla trazione (ASG), l’entrata in funzione delle elettroniche di potenza, l’erogazione dell’energia e quindi l’effettiva distribuzione attiva della coppia, è nell’ordine dei 30 millesimi di secondo. Un quarto del tempo necessario alla reazione di un sistema meccanico. Un vantaggio percepibile anche in caso di marcia su fondi a ridotta aderenza e cui contribuisce il costante collegamento in rete tra l’ASG e la piattaforma elettronica dell’assetto EFP che monitora la trazione, le informazioni sulla dinamica di marcia trasmesse dalle sospensioni e dallo sterzo nonché la gestione selettiva della coppia sulle singole ruote. Un’intelligente funzione software che affianca le 4WD, frenando in misura minima la ruota interna alla traiettoria prima ancora che questa perda aderenza, consentendo di trasferire la spinta alla ruota con il grip migliore.

A rafforzamento dell’efficacia della tecnologia quattro elettrica con torque vectoring elettrico, il controllo della trazione (ASR) opera a intervalli di un millesimo di secondo grazie all’integrazione dei moduli dell’ESC – il controllo elettronico della stabilità – nelle elettroniche di potenza. Elettroniche di potenza che generano i valori di corrente per i motori elettrici. Il guidatore ha la possibilità d’influire sul comportamento della trazione quattro elettrica mediante il controllo della dinamica di marcia Audi drive select, che permette di spaziare attraverso sette profili (auto, comfort, dynamic, efficiency, individual, allroad e offroad) e mediante il citato ESC a quattro stadi (normal, sport, offroad e off). Al volante di Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback, optando per la modalità sport dell’ESC e per il programma dynamic dell’Audi drive select, è possibile innescare il sovrasterzo e drift controllati. Reattività, performance e feeling al volante raggiungono una nuova dimensione.

Audi e-tron Sportback: i proiettori LED Digital Matrix e la nuova frontiera dell’illuminazione

Sin dagli albori del Marchio, Audi è pioniere nel settore dell’illuminazione. A partire dal 1913, quando si afferma tra i costruttori che favoriscono la transizione dalle lampade a olio, primi e rudimentali sistemi per la marcia notturna, ai fari a carburo, caratterizzati da una superiore intensità della fiamma, passando per gli Anni ’20, che vedono il radicarsi dei fari elettrici con lampade a incandescenza, sino al 1972, con l’introduzione dei bulbi sdoppiati per abbaglianti e anabbaglianti alogeni. Il ricorso ai gas nobili raggiunge l’apice con lo Xeno – le prime applicazioni risalgono all’inizio degli Anni ‘90 – la cui parabola inizia la fase discendente proporzionalmente all’affermarsi della tecnologia a LED. I diodi a emissione di luce si impongono rapidamente grazie a prestazioni e durata incomparabili, inaugurando un nuovo capitolo dell’illuminotecnica.

Nel 2013, la Casa dei quattro anelli rivoluziona l’illuminazione introducendo per la prima volta su una vettura di grande serie i proiettori a LED Audi Matrix, in grado di gestire adattivamente – grazie all’interazione con un sistema di telecamere – il fascio luminoso, scongiurando l’abbagliamento degli altri veicoli e permettendo sia la regolazione dinamica degli anabbaglianti sia la commutazione adattiva tra anabbaglianti e abbaglianti. Nemmeno un anno più tardi, Audi compie un ulteriore passo avanti, abbinando i LED alla tecnologia laser. Una soluzione che affonda le radici nel mondo militare, più precisamente nel settore balistico per il rilevamento delle distanze, delle traiettorie di tiro e per i sistemi di puntamento. Da oltre 40 anni, il laser è protagonista in ambito militare e, grazie ad Audi, ha trovato declinazione nel settore automotive per massimizzare la sicurezza. Portati al debutto nel 2014, in ambito racing, da Audi R18 TDI a Le Mans e in ambito stradale da Audi R8 LMX, i proiettori a LED Audi Matrix con Audi laser light sono oggi disponibili per un’ampia gamma di modelli, spaziando dalla supercar Audi R8 all’ammiraglia Audi A8, dal SUV full size Audi Q7 alla coupé a cinque porte Audi A7 Sportback, passando per la rinnovata gamma Audi A5 e le icone sportive Audi RS 6 Avant e Audi RS 7 Sportback.

La luce laser Audi, riconoscibile dal marcatore blu, raddoppia il raggio d’azione degli abbaglianti rendendo concrete in qualsiasi frangente le condizioni ideali per l’occhio umano che analizza meglio le situazioni di contrasto e si affatica meno. Lo spot laser, attivo a partire da 70 km/h, garantisce sensibili vantaggi in termini di visibilità. Ora, con il debutto di Audi e-tron Sportback, la Casa dei quattro anelli alza ulteriormente l’asticella della sicurezza e delle performance in materia d’illuminazione, introducendo i proiettori LED Digital Matrix: una novità mondiale, per la prima volta disponibile per una vettura di grande serie.

La scomposizione in pixel infinitesimali del fascio luminoso fa sì che la strada venga illuminata con un’efficacia sinora sconosciuta, sfruttando sia le aree luminose sia le zone d’ombra. La tecnologia alla base degli innovativi proiettori, denominata DMD (Digital Micromirror Device) viene impiegata anche per i videoproiettori professionali. Il componente principale è un chip corredato di circa un milione di microspecchi, i cui lati misurano alcuni centesimi di millimetro. Grazie alla generazione di un campo elettrostatico, ogni microspecchio può cambiare orientamento sino a 5.000 volte al secondo. In funzione della posizione, la luce a LED viene proiettata lungo la strada oppure catturata da un assorbitore così da generare delle zone d’ombra.

I proiettori Audi LED Digital Matrix, disponibili nel corso del 2020, svolgono molteplici funzioni. In primis, le animazioni dinamiche Leaving Home e Coming Home proiettate lungo una parete o al suolo che trasformano lo spazio antistante la vettura in un palcoscenico luminoso. Oltre a configurare il fascio anabbagliante secondo tre modalità (luce di svolta, per la marcia in zone urbane e in autostrada), gli innovativi proiettori Audi possono gestire gli abbaglianti in modo eccezionalmente preciso. Spiccano, in particolare, le inedite funzioni “luce di orientamento” e “luce di carreggiata”. Lungo le strade ad alto scorrimento, la luce di carreggiata genera un tappeto luminoso che rischiara la corsia di marcia adattandosi ai cambi di traiettoria dell’auto. Ciò concentra l’attenzione del conducente sulla corsia rilevante e aumenta la sicurezza stradale. Diversamente, la luce di orientamento, tramite la proiezione delle zone d’ombra, mostra in modo predittivo la posizione del veicolo all’interno della corsia, favorendo il mantenimento del centro strada, specie nelle strettoie o in prossimità dei cantieri.

In abbinamento al sistema Night Vision, a richiesta, diviene disponibile la “luce segnaletica”. Se il sistema rileva la presenza di un pedone, il fascio luminoso lo evidenzia, riducendo il rischio che le persone sul ciglio della strada non vengano viste. Innovazioni che vanno ad affiancare gli affinamenti nella gestione adattiva Matrix degli abbaglianti: grazie alla tecnologia DMD è possibile sia illuminare con superiore profondità l’interno curva sia, una volta arrestata la vettura a bordo strada, proiettare dinanzi all’auto una rappresentazione tanto della manovra appena eseguita quanto di quella successiva. La sicurezza entra in una nuova era: un’era nella quale le vetture Audi dialogano con il guidatore mediante la proiezione di messaggi e segnali luminosi.